PERCHÉ RACCOGLIERE L’OLIO VEGETALE ESAUSTO?

L’olio vegetale esausto è altamente INQUINANTE per l’ambiente. La sua combustione produce sostanze tossiche e il relativo contatto con l’acqua, qualora fosse buttato negli scarichi domestici, crea una micro barriera che riduce o impedisce l’assunzione di sostanze nutritive ed ossigeno da parte di flora e fauna.

Attualmente si stima una produzione di circa 280.000 tonnellate di rifiuto ogni anno, di cui 60.000 tonnellate provenienti direttamente dalla ristorazione.

 

È dunque opportuno procedere a una RACCOLTA SPECIFICA degli oli esausti, puntando a recuperarli tramite la raccolta differenziata in apposite “isole ecologiche”, presenti in gran parte dei centri urbani.

Il primo passo per lo smaltimento di questo rifiuto è depositarlo in appositi contenitori e consegnarli alle aziende raccoglitrici autorizzate iscritte al C.O.N.O.E. (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti), Consorzio che si occupa di controllare e monitorare la filiera degli oli e grassi esausti ai fini ambientali, oltre a cercare di diminuirne la dispersione.

 

Il secondo step riguarda il riciclo, che consente non solo di ridurre l’inquinamento ma anche di recuperare buona parte degli scarti per un nuovo RIUTILIZZO INDUSTRIALE, in molteplici processi e applicazioni:

  • come sorgente di energia rinnovabile in impianti di co-generazione;
  • trasformati in bio-lubrificanti per macchinari agricoli o nautici;
  • come prodotti per la cosmesi, saponi industriali, inchiostri, grassi per la concia, cere per auto.

 

Negli ultimi anni il principale mercato di sbocco per il recupero di questo rifiuto ha riguardato la produzione di BIODIESEL: un combustibile vegetale non tossico e completamente biodegradabile che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti.
Questa forma di recupero, assieme alla crescita dell’economia circolare, promuove anche la transizione verso un’economia a basse emissioni, a favore della produzione da fonti rinnovabili.

 

Negli ultimi anni, il valore economico medio generato dalla filiera C.O.N.O.E. è stato sempre superiore ai 30 milioni di euro ogni anno, con importanti ricadute positive in termini economici e occupazionali.

Si stima che, nella raccolta e trasformazione in biodiesel di tutti gli oli vegetali usati generati ogni anno in Italia, il risparmio annuale potenziale può aggirarsi intorno a 790.000 tonnellate di CO2eq e 282.000 metri cubi di acqua.

RIFERIMENTI:

–  www.conoe.it

–  www.tuttogreen.it